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INSONNIA, APNEA DEL SONNO E NARCOLESSIA

        L’insonnia è la difficoltà di addormentarsi, di rimanere addormentati o di dormire profondamente. Il fabbisogno di sonno varia da persona a persona, ma tende generalmente a diminuire con l’età. Alcune persone hanno bisogno di poche ore di sonno, mentre altre devono dormire dalle sette alle nove ore. Se il livello di energia nel corso della giornata è buono, non c’è ragione di preoccuparsi.
L’apnea del sonno è un disturbo che interrompe la respirazione e che fa poi boccheggiare in cerca di aria diverse volte durante il sonno. Questo può succedere centinaia di volte, sottraendo alla persona preziosi momenti di riposo notturno. Come conseguenza di questo disturbo, la persona è costantemente assonnata durante il giorno. La narcolessia si manifesta abitualmente sopra i 10 anni e provoca il sonno incontrollabile durante la giornata. E’ ereditaria e la maggior parte delle persone non si accorge di averla. Può causare l’insonnia.

        La maggior parte dei casi di insonnia sono causati da disturbi mentali come depressione, personalità ossessivo-compulsiva o tendenze schizofreniche. Altre cause dell’insonnia sono, mancanza di esercizio fisico, ansia, tensione, dolore fisico o malessere e uso di farmaci e alcool. L’insonnia può essere causata da fattori ambientali, dall’alimentazione, da problemi di salute, da cattiva digestione, che provoca carenze di vitamine, minerali ed enzimi. I problemi medici includono iper o ipotiroidismo, asma, scompensi cardiaci, ulcere, emicranie, artrite, diabete, disturbi renali ed epilessia. Per quanto riguarda i problemi esterni che possono ostacolare il sonno ricordiamo il caldo, il freddo, l’umidità, il rumore o un letto troppo morbido o troppo duro.
Si può cercare di curare l’insonnia risolvendo una situazione stressante prima di andare a dormire o facendo un patto con sé stessi in cui ci si impegna ad affrontarla il mattino dopo. L’insonnia si autoproduce perché quando si pensa alla propria incapacità di dormire, si crea un’ulteriore tensione nel corpo e nella mente. Solo rilassandosi e smettendo di pensare all’insonnia, una persona può trovare il sonno e diminuire così la propria ansia e tensione. Al cambiamento di pensieri associati al sonno deve accompagnarsi una nuova routine dell’andare a letto che includa un rilassamento del corpo e della mente attraverso passeggiate, bagni caldi, (la lavanda è calmante) massaggi, latte caldo, musica dolce o meditazione tranquilla (vedi yoga nella Parte II).

        La dieta può avere effetti molto positivi. Una persona ben nutrita, che gode di buona salute e prova una sensazione di benessere sarà probabilmente meno disturbata dall’insonnia di una che sopravvive con un’alimentazione carente di elementi nutritivi essenziali. E’ importante alimentarsi con una dieta ben equilibrata che comprenda le sostanze che favoriscono il sonno ed eviti quelle che causano insonnia.
Al momento di andare a letto lo stomaco non dovrebbe essere né troppo pieno, né troppo vuoto. La fame può favorire il risveglio notturno. Una merenda leggera a base di carboidrati come miele o altri dolci (quanto più puro lo zucchero più veloce il risultato) e carboidrati complessi, può dare risultati positivi, ma ci vogliono dai 30 ai 45 minuti perché funzioni. Le proteine contengono una sostanza chiamata triptofano che secerne serotonina, un sonnifero naturale, nel cervello. E’ meglio evitare di prendere proteine con carboidrati perché potrebbero ostacolare l’azione calmante dei carboidrati. Le casomorfine, oppiacei naturali, si trovano nel latte caldo e possono essere responsabili del suo effetto facilitatore del sonno. I bambini piccoli che si svegliano troppo spesso in una notte (cinque volte) potrebbero soffrire di “insonnia da latte vaccino”, dovuta ad alcune sostanze naturali presenti nel latte che possono stimolare il sistema nervoso del bambino. Consultate un medico.

        Evitate gli alimenti grassi o molto speziati. I bruciori di stomaco disturbano il sonno. Il glutammato monosodico può disturbare il sonno. Gli alimenti che producono tiramina, sostanza che secerne norepinefrine, stimolanti cerebrali, sono i crauti, la pancetta affumicata e altri prodotti affumicati, il cioccolato, gli spinaci, le melanzane, il vino e il formaggio. Tra gli altri alimenti stimolanti troviamo la caffeina e il sale (che stimola le ghiandole surrenali proprio come la caffeina). Il sale può anche causare ipertensione, un disturbo che può rendere difficile il sonno.
Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto; livelli più alti di serotonina generalmente favoriscono il sonno e prevengono i risvegli nel corso della notte. Come abbiamo detto precedentemente, l’aminoacido triptofano (presente nel latte, nelle patate arrostite con la buccia, nei semi di girasole essiccati, nella minestra di pomodori con latte scremato, nel grano macinato, nella zucca arrosto, nelle rape e nel cavolo) viene trasformato in serotonina nel corpo. Le vitamine B6 e C sono necessarie per la trasformazione del triptofano in serotonina. Il triptofano contenuto nei carboidrati complessi viene accettato più facilmente dal cervello per facilitare il sonno; gli aminoacidi presenti nelle proteine animali competono per gli stessi recettori.

        Il mioinositolo (1 o 2 grammi) aiuta a dormire. Le carenze di vitamine B, soprattutto B6 e acido pantotenico, causano insonnia. La vitamina B3 o niacina (dai 50 ai 100 mg minimo), favorisce il sonno quando l’insonnia è legata ad una leggera depressione. In alcuni casi, la vitamina B12 ha dato risultati positivi nella cura dell’ansia nelle persone insonni. La vitamina C, le proteine, il calcio, il magnesio (la carenza può causare risvegli inspiegati e difficoltà di riaddormentarsi) sono sedativi e favoriscono un sonno profondo, anche il potassio può calmare i nervi e favorire il sonno. Anche il GABA (acido gamma aminobutirrico) e il DMAE (2-dimetilaminoetanolo bitartrato) possono essere d’aiuto.
I sonniferi e i barbiturici dovrebbero essere utilizzati solamente come ultima possibilità, perché creano assuefazione e provocano effetti collaterali gravi.
Le erbe indicate sono: i semi di sedano, il kava kava (evitare l’uso prolungato), il fungo rei-shi (ganoderma lucidum), la cimicifuga racemosa, l’erba gattaria, la camomilla, il gotu kola, la scarpetta di Venere, la valeriana, il trifoglio, lo stelo del poligono, il luppolo, la damiana, la cardiaca, l’iperico, la scutellaria, i semi di giuggiolo e il fo-ti. L’efedra e il ginseng possono causare insonnia. I rimedi omeopatici sono l’Arnica 6C e Coffea 6C. L’esercizio fisico è molto importante (vedi Esercizio aerobico nella Parte II). L’aromaterapia include la camomilla romana, la sclarea, il cipresso, l’incenso, il geranio, il ginepro, la lavanda, la maggiorana dolce, i fiori d’arancio, l’olio di petit-grain, rosa di damasco, il vetiver e l’ylang ylang.

SOSTANZE NUTRITIVE CHE POSSONO ESSERE EFFICACI NELLA CURA DELL’INSONNIA, DELL’APNEA DEL SONNO E DELLA NARCOLESSIA:


Organi Sostanza Quantità*
Cervello/Sistema nervoso Complesso B Secondo le dosi prescritte
Acido pantotenico In più 10-100 mg al dì
Vitamina B6 In più
Vitamina B12 25 mg al dì
Acido folico
Inositolo 1-2 g al dì
Niacina 100 mg - 2 g al dì
Vitamina C 1g al dì
Vitamina D 2000 UI al dì
Vitamina E 400 UI al dì
Calcio chelato 1500-2000 mg al dì
Magnesio 1000 mg al dì
Fosforo
Potassio
GABA
DMAE
Proteine
L-Triptofano 2 g al dì


Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente.

Le informazioni sono tratte da "Almanacco della Nutrizione"
di Gayla J. Kirschmann e John D. Kirshmann
edito da
Alfa Omega Editrice
Via San Damaso,23 - 00165 Roma
Tel. (06) 630398 Fax 632196

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