Menu - Barra di navigazioneSostegnoLingueLinksEconomiaAmbienteForumCuraPetizioneIntegratoriAlimentiHOME



Il Dottor Hoffer è affiliato all'Istituto per le ricerche biosociali Huxley, ed è l'editore del Giornale della Psichiatria Ortomolecolare (Journal of Orthomolecular Psychiatry)


La Psichiatria Ortomolecolare è una delle due branche della psichiatria che utilizza terapie chimiche per la schizofrenia. L'altro ramo si chiama psichiatria tossicomolecolare. Ci sono vaste differenze concettuali tra le due correnti e grandi differenze d'efficacia per il paziente. La psichiatria tossicomolecolare permette l'utilizzo di dosi sub-letali di sostanze che normalmente non si trovano nel corpo umano. L'uso di queste sostanze non ha dato risultati apprezzabilmente migliori di quelli riscontrati normalmente, cioè senza alcun trattamento. Dall'altra parte però le conseguenze per i pazienti in termini di perdita della loro capacità lavorativa e di danni irreversibili dovuti alla tossicità dei medicinali sono enormi. Alcuni farmaci vengono utilizzati per trattare la schizofrenia e altri farmaci ancora servono per trattare gli effetti collaterali dei primi. Con questo metodo, un farmaco viene promosso e richiesto per il mantenimento dei pazienti. La psichiatria moderna, generalmente utilizza in modo esclusivo questo approccio farmacologico.

La psichiatria ortomolecolare, d'altro canto, utilizza un vero e proprio sistema di trattamento, senza fissarsi su di un farmaco o su di una sostanza chimica. Al paziente schizofrenico viene dato una quantità ottimale di sostanze necessarie per la nutrizione e il funzionamento ottimale - vitamine, minerali, grassi, carboidrati e aminoacidi. Il programma ortomolecolare richiede la piena partecipazione del paziente nel cambiare il suo stile di vita e l'abbandono di abitudini alimentari sbagliate. Questi principi di nutrizione sana sono inerenti al programma, incluso una dieta che fornisca alti valori nutritivi ad ogni individuo, evitando comunque l'assunzione di cibi allergenici. In molti casi, sono necessari alti dosaggi di fattori essenziali, ed infine i pazienti vengono mantenuti in un normale stato con l'aiuto della sola terapia nutrizionale. Questi pazienti hanno una buona resistenza alle ricadute, molto superiore a quella dei pazienti trattati con i soli farmaci.

Il trattamento ortomolecolare in teoria

L'efficacia di qualsiasi trattamento non è più alta perché uno ne capisca l'esatto meccanismo del funzionamento. Spesso non c'è correlazione tra la spiegazione esatta e l'efficacia. Certamente un trattamento viene accettato molto più volentieri dai medici quando c'è una spiegazione, anche se questa poi si rivela sbagliata. Per questa ragione, credo sia giusto cercare le spiegazioni, ma questo non ha la stessa importanza della prova d'efficacia.

Le basi della psichiatria ortomolecolare sono le seguenti:

Le persone che riescono a mantenersi in salute assumendo livelli medi dei nutrienti importanti potrebbero incorrere in problemi se si verificassero carenze nella loro dieta o se avessero difficoltà di assorbimento. Altri che hanno bisogno di grandi quantità di vitamine svilupperanno una dipendenza e necessiteranno di una costante supplementazione. Malattie da carenza possono risultare da un apporto insufficiente oppure da una dipendenza nei riguardi di un particolare nutriente. Per esempio, la carenza della vitamina B3 può causare la pellagra. Però le persone che hanno dei problemi perché necessitano alti livelli di vitamina B3 diventeranno dipendenti dalla vitamina e, secondo me, constituiscono la più alta percentuale di pazienti con schizofrenia acuta e subacuta. Una malnutrizione prolungata, come quella nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale, produrrà dipendenza. La dipendenza può svilupparsi ad ogni età durante l'arco della vita. Sia l'ambiente biofisico (cibo, aria, acqua etc.) che quello psicosociale sono importanti. Un'ambiente biofisico normale assicura la giusta interazione con l'ambiente psicosociale. Un certo numero di sindromi schizofreniche sono causate da differenti problemi biochimici che richiedono trattamenti specifici. I tranquillanti, come i sedativi, non sono specifici. Permettono alcune forme di controllo per le varie schizofrenie, ma non aiutano a determinarne le cause. Ovviemente, nessun paziente schizofrenico soffre della deficienza di nessun tipo di tranquillante.

Il trattamento ortomolecolare in pratica

In generale, il "modello medico" della psichiatria ortomolecolare è la base per la diagnosi e il trattamento. Le prognosi sono anche state discusse in articoli pubblicati nel passato.

La nutrizione

In natura, i cibi non esistono come singole proteine, aminoacidi, grassi, carboidrati, vitamine e minerali cosi' come vengono descritte in chimica. Tutti i cibi sono un complesso di materiale vivente. Durante la digestione, i singoli componenti nutrizionali contenuti nel cibo, vengono rilasciati. I cibi con il valore nutritivo piu' alto sono quelli meno raffinati. Purtroppo ben l'80% dei cibi che oggi si consumano sono raffinati. Questi "noncibi" sono stati privati di tutti i nutrienti essenziali. Per essere metabolizzati, devono "rubare" alcuni nutrienti - proteine, grassi, vitamine e minerali - dagli altri cibi. Per questo motivo le sostanze che contengono "calorie vuote" sono così dannose per la qualità di qualsiasi dieta della quale fanno parte.

Queste sostanze svuotate vengono considerante "spazzatura" e sono assolutamente da evitare. Quindi la prima regola nella terapia nutrizionale (cioè ortomolecolare) è: non mangiare cibo "spazzatura" al quale sia stato aggiunto dello zucchero. Questa regola elimina dalla propria alimentazione i dolci, le caramelle, la cioccolata, bevande gassate, gelati e farine di cereali raffinati. La maggior parte delle persone perderà l'abitudine e il desiderio dello zucchero. Seguire una dieta "senza spazzatura" assicura che vengano mangiati cibi più nutrienti (frutta fresca, verdura, pesce, carne etc) e che l'alimentazione sia molto più sana.

La seconda regola è: eliminare i cibi ai quali si è allergici. Questo include l'evitare i cibi dei quali siamo particolarmente bramosi (il desiderio può essere incentivato dall'allergia) e quelli che ci fanno star male in maniera evidente.

La terza regola è stata studiata per minimizzare le reazioni allergiche: variare il più possibile la tipologia dei cibi per non dipendere da pochi tipi di alimenti.


Non si intende far utilizzare le nozioni contenute in queste pagine per scopi diagnostici o prescrittivi.
Per qualsiasi trattamento o diagnosi di malattia, rivolgetevi ad un medico competente
.